Il Mobility manager diventa obbligatorio, fondamentale per il successo dei progetti di mobilità sostenibile. A dirlo è il Ministro Giovannini durante il webinar del Consumers Forum sulla mobilità, dal titolo “Cittadini, istituzioni e aziende insieme per una nuova mobilità”.

Già il Decreto Rilancio aveva previsto l’obbligatorietà di dotarsi della figura del mobility manager per tutte quelle aziende con più di 100 dipendenti localizzate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti. Diventa obbligatoria la redazione e il deposito del piano spostamenti casa-lavoro dei dipendenti entro il 31 dicembre di ciascun anno.

L’intervento del Ministro Giovannini sui Mobility Manager.

Il Ministro ha dichiarato che al mobility manager “spetterà capire come spalmare lo smart working lungo la settimana. E’ chiaro che se tutti fanno smart working il venerdì, poi negli altri giorni si crea intasamento”.

Ha aggiunto che “Questa settimana spero che sarà approvato da me e dal ministro Cingolani il decreto che rende obbligatorio il mobility manager per le città oltre i 50.000 abitanti e per le imprese oltre i 100 addetti. Il decreto è pronto, spetterà agli enti locali attuarlo”.

Per Giovannini “il tema della flessibilità degli orari, in vista delle riaperture a settembre, deve coinvolgere tutti i soggetti locali. Senza un coinvolgimento di tutti, non si cambia la vita delle città. Occorre distribuire gli orari di lavoro e delle scuole. Inizieremo già oggi a parlare con gli enti locali in vista delle riaperture a settembre”.

Il ministro ha spiegato che con questo obiettivo ha dato vita alla “consulta con imprese, sindacati e reti di cittadini”.

“La mobilità cambia, in particolare nelle città, perché molte imprese e istituzioni cambieranno l’approccio all’uso dello smart working”, ha sottolineato il ministro della mobilità sostenibile.

Su questa linea si inserisce il Piano nazionale di ripresa e resilienza nel quale sono stati inseriti fondi per “piattaforme digitali in grado di connettere i diversi sistemi di trasporto, per offrire ai cittadini servizi di mobilità integrati”.

il mobility manager è obbligatorio per le aziende

Chi è il Mobility manager e cosa fa.

Il Mobility manager come figura professionale nasce con il c.d. Decreto Ronchi (decreto del Ministero dell’Ambiente 27/1998) come naturale conseguenza degli Accordi di Kyoto del 1997 per la riduzione delle emissioni.

La norma prevedeva che:

  • gli enti pubblici con più di 300 dipendenti e
  • le imprese con almeno 800 dipendenti,

devono individuare il responsabile della mobilità del personale.

Questo obbligo era per tutti quei Comuni identificati come a rischio inquinamento atmosferico.

Con il Decreto Rilancio, l’obbligo è stato esteso a tutte le aziende che hanno almeno 100 dipendenti in Comuni, capoluoghi di provincia e regione e città metropolitane con una popolazione superiore a 50 mila abitanti.

La figura del mobility manager, come sottolineato nel suo intervento dal Ministro Giovannini, è divenuta fondamentale.

Il responsabile della mobilità, oltre ad occuparsi della mobilità dei dipendenti, assume anche il compito di tutelare la salute dei dipendenti durante gli spostamenti e la gestione dello smart working.

Piano Spostamento Casa Lavoro

La redazione del Piano Spostamenti Casa – Lavoro.

L’obiettivo principale dell’azione del Mobility Manager è quello di elaborare il  Piano Spostamenti Casa-Lavoro (Pscl).

“Il piano è finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico.
Il piano viene trasmesso al comune entro il 31 dicembre di ogni anno.
Entro i successivi sessanta giorni il comune stipula con l’impresa o l’ente pubblico proponenti eventuali accordi di programma per l’applicazione del piano”, questa la definizione del decreto del 27 marzo 1998 del Ministero dell’ambiente.
Il PSCL è uno strumento di analisi, implementazione e monitoraggio di tutte le misure utili per migliorare gli spostamenti casa-lavoro del personale aziendale.
L’obiettivo principale del piano è quello di migliorare l’accessibilità aziendale, ridurre l’uso di mezzi privati inquinanti in favore di soluzioni di trasporto alternativo a ridotto impatto ambientale (biciclette, trasporto pubblico, monopattini, car pooling, navette, bike sharing, car sharing …), decongestionare il traffico e minimizzare l’impatto sull’ambiente derivante dalla circolazione dei veicoli.